Francesca Di Giorgio ha un percorso umano e professionale singolare: dopo un periodo trascorso in Inghilterra torna nella sua Trento e, sulla soglia dei 25 anni, rileva e rilancia una gelateria. Solo tre anni dopo il risultato positivo di Fior di Gusto, il suo locale, è tale da consentirle di aprire un secondo punto vendita, sempre sotto il nome di Fior di Gusto. L’operazione è singolare per molti versi: le due gelaterie presentano modelli di business differenti (una offre solo gelato d’asporto, l’altra con posti a sedere e servizi di caffetteria, colazione, pausa pranzo e aperitivo), sono strategicamente posizionate ai due estremi del centro città, e viste con lo sguardo di un imprenditore artigiano pongono questioni organizzative e gestionali del tutto differenti. Eppure entrambe sono un successo. Abbiamo intervistato Francesca proprio per comprendere meglio questo successo e per trarre qualche spunto utile anche ad altri gelatieri.

Artigeniale: Hai colto l’occasione di rilevare una gelateria che aveva problemi di competitività, e sei riuscita a rilanciarla; quali sono secondo te le ragioni di questo successo?

Francesca Di Giorgio: Il successo della gelateria di via Grazioli, ma di Fior di Gusto più in generale, è secondo me da ricercare innanzitutto nella scelta di perseguire la qualità. Oggi Fior di Gusto è sinonimo di gelato prodotto esclusivamente da materia prima accuratamente selezionata, senza compromessi.

Nel nostro laboratorio produciamo quotidianamente un gelato sano e naturale, ma anche savoiardi, pan di spagna, salse, marmellate e altri ingredienti di variegatura.

Il risultato è un prodotto che appaga il palato e si discosta da ciò che il mercato offre.

I gusti non sono artefatti e per il consumatore diventa semplice individuare i sapori e le consistenze.

In un mercato sempre più saturo e competitivo credo che la forza delle mie gelaterie stia proprio nella differenziazione, nell’offrire un gelato che esprima da sé, a mio avviso, la mia passione e il mio impegno.

A: Cosa ti ha spinto ad aprire un secondo punto vendita dopo soli 3 anni dal tuo primo? Come mai hai scelto per modelli di gelateria molto diversi per i due?

FDG: Se c’è un pregio, o un difetto chissà, che mi contraddistingue è sicuramente l’ambizione: non riesco a rimanere ferma, mi piace cambiare, innovare, puntare a migliorarmi e pormi sfide e obiettivi nuovi da raggiungere.

In realtà la voglia di un altro punto vendita è arrivata anche prima dei 3 anni. Pensavo che un nuovo punto vendita avrebbe permesso di far crescere la mia azienda, ottimizzando al meglio l’apparato produttivo e organizzativo.

I consumatori ormai associavano a Fior di Gusto alcuni canoni precisi come qualità del prodotto, professionalità del personale e locale accogliente; secondo me era il momento di fare l’upgrade con l’apertura del secondo punto vendita.

Quando ho visto e scelto la location di quello che sarebbe poi diventato il mio secondo negozio non ho avuto dubbi: sarebbe stata una gelateria con posti a sedere, la fisiologica conseguenza del percorso fin lì fatto.

Avrei così variato l’offerta, ponendomi ai due estremi del centro storico della città e avrei soddisfatto le diverse esigenze dei miei clienti senza che un negozio inficiasse l’attività dell’altro.

Oggi chi vuole un gelato d’asporto e sceglie Fior di Gusto sa di avere la comodità di poter scegliere tra due negozi posti a ridosso del centro ma agli antipodi; chi desidera gustarsi una pausa di relax sa che c’è un locale pronto ad accoglierlo e a offrirgli un menu con più di 40 referenze tra coppe e specialità dolci, una caffetteria di livello e pause pranzo di qualità.

A: Quali difficoltà hai incontrato nel coniugare due modelli operativi differenti come quello del punto vendita di via Grazioli e del punto vendita di via Rosmini?

FDG: L’apertura del secondo punto vendita è stata sicuramente un momento critico nella storia di Fior di Gusto: da una parte avevo l’esperienza accumulata negli anni nella mia prima gelateria d’asporto, dall’altra un locale molto più grande e complesso in cui l’esperienza maturata fino a quel momento non era sufficiente perché l’offerta e le competenze richieste erano molto più ampie e più varie.

L’affiancamento di Artigeniale in questo difficile passaggio è stato fondamentale: riuscire a controllare le fasi produttive e i due punti vendita simultaneamente richiedeva grandi capacità organizzative, ed era necessario capire cosa delegare, formare il personale perché fosse autonomo e preparato, comprendere su cosa focalizzare l’attenzione per mantenere un controllo su eventuali criticità che potessero presentarsi in mia assenza.

L’affiancamento quotidiano ha permesso che questo lavoro fosse fatto gradualmente, fino a rendermi completamente autonoma nella gestione dei due punti vendita.

A: Quanto conta la formazione del personale nella gestione di due modelli di gelateria così diversi? Ti sei occupata da sola di questa formazione o hai deciso di cercare l’aiuto di professionisti?

FDG: La formazione del personale è da sempre uno dei temi cui dedico spazio e attenzione.

Solo un personale formato e qualificato può riuscire nell’impresa di veicolare le informazioni su un gelato così peculiare come quello prodotto da Fior di Gusto; nell’offrire un servizio all’altezza delle aspettative del cliente e nel gestire le eventuali difficoltà e problematiche che possono insorgere, ridimensionandole e trasformandole in opportunità.

Soprattutto nel corso degli ultimi due anni la formazione del personale è uno dei temi per cui mi avvalgo maggiormente della consulenza di Artigeniale: la loro conoscenza approfondita delle gelaterie e delle dinamiche interne a questo genere di attività imprenditoriale gli consente non solo di formare ma anche di anticipare eventuali criticità inerenti il personale.

La loro formazione è sempre specifica e sonda dettagliatamente il tema del rapporto col cliente, e così diventa possibile affrontare in maniera esaustiva la complessità. Nel locale di via Rosmini, ad esempio, la relazione tra i dipendenti e i clienti ha migliaia di sfumature: l’offerta parte dalle prime colazioni e arriva alle coppe al tavolo, passando per pause pranzo, aperitivi e servizio al banco; il cliente che arriva ha esigenze, aspettative e desideri di diversa natura e molto vari.

Nel punto vendita di via Grazioli, dedicato esclusivamente all’asporto, facciamo sì che emergano e traspaiono grande disponibilità e professionalità perché anche il servizio sia all’altezza del prodotto.

Il percorso non è sempre semplice e lineare. Il turnover del personale va messo in conto, e ognuno porta sul punto vendita caratteristiche e connotati differenti.

La versatilità di Artigeniale si dimostra anche in questo caso efficace: l’approccio non è mai schematico e generalista, ma si adatta alla peculiarità delle situazioni e dei componenti dello staff.

Da due anni a questa parte le mie parole d’ordine sono: formazione costante e continua per me e per il mio staff.

A: Oltre alle fasi di progettazione e realizzazione della gelateria, ci diresti qualcosa della presenza di Artigeniale nel “dopo”, cioè l’assistenza operativa e la formazione continua nella fase di operatività vera e propria della gelateria?

FDG: La fase della progettazione e della realizzazione di una gelateria è un momento delicato e complesso, dove prevedere tutta una serie di accorgimenti e di soluzioni a necessità e criticità; tuttavia la fase dell’operatività è sicuramente quella più complicata da affrontare.

Bisogna mettere a regime i macchinari, testare i prodotti, declinarli in base ai flussi e alle richieste che emergono, supportare il personale che si trova magari per la prima volta a lavorare con determinate modalità e in un determinato ambiente.

Padroneggiare ogni aspetto diventa difficile.

L’affiancamento di Artigeniale permette di mettere in fila ogni elemento. La loro presenza costante argina tutti quegli “imprevisti” che è fisiologico possano accadere a ridosso dell’apertura.

Non riuscirei neanche ad immaginare come avrei potuto aprire i due punti vendita senza il loro affiancamento in fase di partenza.

Li contraddistingue la certezza che danno al cliente di essere supportato. L’imprenditore-gelataio sa che ha qualcuno su cui poter contare per esperienza e professionalità con competenze che vanno dal prodotto al merchandising, dalla formazione del personale al marketing, dalla progettazione alla grafica.

Concludendo se dovessi dire cosa rappresenta per me Artigeniale è quel “treno” che passa una volta nella vita che mi vanto di aver saputo cogliere e prendere, sia a livello professionale che, inevitabilmente, personale.

A loro da parte mia va un gigantesco grazie.

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