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La Gelateria K2 a Volta Mantovana è una gelateria storica. Situata in una splendida località distante dai grandi flussi di traffico, K2 attira clientela da un’ampia area geografica grazie ad un prodotto di qualità riconosciuta, realizzato artigianalmente da materie prime. Abbiamo intervistato Angela Remelli, titolare di K2 e nostra cliente, per parlare del mestiere del Gelatiere e raccontare un percorso di riposizionamento strategico fatto con Artigeniale.

Artigeniale: Buongiorno Angela. Da quanto tempo è aperta la Gelateria K2? Ci racconta la sua idea di Gelateria?

Angela Remelli: Ho aperto K2 nel 1995. Il paese in cui si trova, Volta Mantovana, sarebbe considerato da molti un posto fuori dal mondo… È un paese piccolo, immerso nel verde, per certi versi sperduto. I Gonzaga a metà del ‘400 ci costruirono per questo una delle loro residenze estive. C’è chi pensava fosse impossibile realizzarci una gelateria importante; io ci ho visto un piccolo paradiso, dove chi arriva può essere felice dell’aria che respira anche se ha dovuto fare diversi chilometri.

K2 è una gelateria artigianale, totalmente artigianale. Per me non c’è altro modo di essere gelateria. Io credo che il mestiere di Gelatiere sia un lavoro creativo: è con la creatività che lo svolgo, e la creatività è il centro della gelateria artigianale. La creatività ha però dei prezzi che bisogna pagare: l’acquisizione di consapevolezza, la conoscenza, l’esperienza e il duro lavoro. Non si può improvvisarsi creativi, bisogna studiare, imparare, provare, e lavorare con costanza e determinazione. Io produco tutto nel mio laboratorio, e lo faccio direttamente e personalmente. A volte esco dal laboratorio a notte fatta, mi chiedo se qualcuno vedendo la luce accesa non pensi a qualche ladro nel negozio… ma mi piace farlo. È il prezzo che pago per poter essere libera di creare, ed è un gioco che vale la candela, anche per le soddisfazioni personali e professionali che mi porta.

Artigeniale: Come mai ha scelto di essere un Gelatiere artigianale e di realizzare nel suo laboratorio tutti i passaggi di produzione del gelato? Quali sono i perché professionali e umani di questa scelta?

Angela Remelli: Beh, ho sempre amato tutto quello che riguardava la cucina e la trasformazione culinaria ma il gelato è stata la mia passione più grande. Il piacere che mi dava mangiare il gelato era enorme, il fascino che esercitava su di me produrlo, sperimentare con questa materia lo era anche di più. Volevo condividere con gli altri questo piacere, anzi, volevo essere capace di farglielo provare io in modi nuovi, e passare il mio tempo a costruire esperienze con gli ingredienti… Da lì ho iniziato a trasformare questa passione in un lavoro, e per certi versi a realizzare un sogno: il mestiere di Gelatiere.

I motivi professionali incrociano quelli personali ed umani; Essere un gelatiere artigianale che produce tutto a partire dalle materie prime significa poter realizzare un prodotto esclusivo, unico, e avere l’opportunità di essere riconosciuti dai clienti. Non sarebbe possibile creare e gestire con successo una gelateria in un posto lontano dai grandi centri, se non guadagnandosi il riconoscimento e la fiducia dei clienti. Questo però comporta non accettare scorciatoie, rifiutare i compromessi: il prodotto deve essere esclusivo, e per renderlo tale devo decidere io ogni fattore che lo qualifica. Se per farlo devo capire ciò di cui il cliente ha bisogno e rimanere in laboratorio ore su ore per trovare il modo migliore, più originale per darglielo, ben venga: non mi pesa perché fa parte del mio lavoro, ed è un lavoro che amo.

Ho una visione romantica di quello che faccio; sono spinta ovviamente dal lato economico, ma non è quello che mi fa alzare presto, e mi tiene in laboratorio fino a tardi: la soddisfazione economica è fondamentale, ma la cosa più importante è la passione. Volevo fare un lavoro che amo ed essere apprezzata per questo, e fin qui posso dire di esserci riuscita: ho avuto la fortuna di vedere che quello che faccio è molto apprezzato, ho visto la crescita negli anni e questo mi soddisfa in pieno, era questo che volevo. A volte penso che il mio gelato sia come un figlio: lo faccio nascere e lo accudisco…

Artigeniale: Quali sono oggi la cosa più facile e quella più difficile nel suo mestiere?

Angela Remelli: il gelato non è semplice da raccontare, da spiegare; chi è addetto alla vendita deve essere capace di raccontare perché un gelato è differente da tutti gli altri e far vivere un momento piacevole ai clienti. Scegliere, formare e motivare il personale è per me oggi la vera sfida per chi fa il mestiere del Gelatiere; sul prodotto bisogna essere preparati, sulla comunicazione bisogna muoversi nel modo giusto, ma sul personale di vendita bisogna saper scegliere i migliori, motivarli, trasferire loro la propria passione, e non sempre è facile perché non ci sono regole scritte per fare questo. È una questione di esperienza, e anche un po’ di fortuna. Il mio team è motivato e contento di far parte di questa storia che abbiamo costruito, ma ci sono voluti tempo e sforzi. Mi sono impegnata molto ed ora il mio team sa raccontare al cliente la storia del gelato, coinvolgerlo come se stessero parlando di un gelato fatto da loro: dopo che hai fatto un lavoro importante sul prodotto e sulla comunicazione, tutto è in mano al personale e questo deve essere all’altezza. Investire nelle risorse umane è complicato, ma fondamentale e va fatto con attenzione.

La cosa più semplice… Beh, in realtà può essere tutto difficile e tutto semplice: dipende da te, e quando hai passione ti è più facile vedere con chiarezza.

Artigeniale: Che cosa l’ha spinta a pensare ad una consulenza per migliorare la sua gelateria?

Angela Remelli: Con il trascorrere degli anni, nonostante il successo sentivo l’esigenza di cambiare… Capivo che il mercato si era evoluto, e si sarebbe evoluto ancora. Era come se mi mancasse qualcosa, avevo l’esigenza di crescere sulla parte commerciale, su quella del marketing; anche sul prodotto, nonostante il mio percorso e il gradimento dei clienti, percepivo il bisogno di novità, di fare qualcos’altro. Eppure non mi era chiarissimo cosa. Per questo ho cercato qualcuno che mi aiutasse a chiarirmi le idee. Conoscevo Artigeniale da tempo, e la scelta è stata quasi naturale.

Artigeniale: Ecco, com’ è arrivata a decidere che sarebbe stato Artigeniale il partner giusto per “mettere mano” alla sua gelateria?

Angela Remelli: Ho avuto la fortuna di incrociare Artigeniale fin dai miei inizi. Dapprima ho seguito i loro corsi. Devo a loro la mia crescita professionale. La cosa che mi piace di più e che cerco sempre di dire di loro è che non ti spingono mai a fare qualcosa che tu non sei pronto a fare. Io ho i miei tempi per metabolizzare le cose, e loro non mi hanno mai messo fretta. Al centro per loro c’è sempre il cliente e non sono una struttura fatta per venderti servizi a forza: lavorano per vederti crescere. È stato quasi naturale rivolgermi a loro.

Sono per me un punto di riferimento anche al di là delle mere questioni di prodotto – quando ho un dubbio, prendo il telefono e li chiamo, e so che alle mie spalle trovo un gruppo di persone affidabili di cui ho estrema fiducia. Mi sento appoggiata, quasi coccolata da loro, e questo per me è fondamentale perché mi dà serenità: questo lavoro è impegnativo e senza serenità è tutto più complicato.

Artigeniale: Vorremmo chiederle due cose: la cosa più facile e quella più difficile nel percorso di consulenza.

Angela Remelli: La cosa più difficile è stata capire e avere il coraggio di mettersi in gioco. Nonostante sapessi che dovevo fare il salto, nonostante tutti gli anni di esperienza, si può dire che avessi paura di cambiare, anche perché significava in un certo senso andare contro il mio “storico”. Superare l’ostacolo della paura è stato difficile. Una volta oltrepassato questo è diventato tutto più semplice. La cosa più facile è stato farsi assistere da loro, hanno fatto tutto senza farmi pesare nulla, interpellandomi sempre e rendendo facile comprendere i passaggi fondamentali.

Artigeniale: E il futuro?

Angela Remelli: A distanza di 4 anni dalla consulenza più importante, in cui abbiamo rifatto il locale, mi sento di aver fatto un salto di qualità. Adesso ci stiamo preparando ad un altro intervento: risistemiamo la sala interna perché vorrei fare un ulteriore passo in avanti – racconterò per immagini la storia del mio percorso professionale e creativo.

Artigeniale: Grazie Angela, e in bocca al lupo!

Angela Remelli: Grazie a voi e arrivederci.

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Il percorso di consulenza con cui abbiamo affiancato la Gelateria K2 può essere visionato nell'area del nostro sito dedicata ai progetti. Clicca "Scopri di più" per tutti i dettagli!

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