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Non è un mistero che il prezzo del cacao sia oramai da mesi in forte rialzo: gli effetti di questo fenomeno iniziano a farsi sentire sui conti economici delle gelaterie e anche nelle scelte che i gelatieri devono compiere in merito alle materie prime.

Con questo articolo vogliamo iniziare a toccare il tema del complesso rapporto tra costo delle materie prime e strategia in gelateria; approfondiamo un aspetto tecnico di questo argomento, cercando di raccontare cosa stia succedendo sui mercati e quali fattori stiano “gonfiando” il prezzo del cacao: crediamo che il gelatiere (che è sia artigiano che imprenditore), debba comprendere le dinamiche e l’evoluzione dei mercati per poter basare le proprie scelte imprenditoriali su ipotesi fondate.

Una parte importante delle informazioni elaborate in questo pezzo proviene dall’ottimo lavoro fatto da Francesco Bertolino sul Corriere della Sera, che da febbraio tratta la vicenda con una serie di articoli sul mercato del cacao che consigliamo di seguire.

Prezzo del cacao in rialzo: due tipi di cause diverse per un fenomeno

Il cacao è la materia prima per la produzione del cioccolato. Tutte le materie prime (alimentari, industriali, energetiche) sono normalmente scambiate sui mercati finanziari attraverso differenti tipi di contratti; per questo motivo i loro prezzi sono influenzati da due tipi di fattori 

  • fattori “reali”, cioè connessi all’effettiva disponibilità del bene. Molto spesso un andamento di forte rialzo dei prezzi prende le mosse proprio da questi.
  • fattori di natura finanziaria, legati invece alle dinamiche che si sviluppano sui mercati e che finiscono per avere effetti sui prezzi. Per le materie prime, è difficile che siano i fattori finanziari da soli a dare il via ai rialzi dei prezzi; quasi sempre, però, i rialzi anomali presentano una forte componente di natura finanziaria.

Oggi le cause che agiscono sul prezzo del cacao appartengono ad entrambe le categorie, generando una specie di “tempesta perfetta” che ha portato il prezzo del cacao a quadruplicarsi nel corso di un anno, e ad accelerare la sua crescita tanto da raddoppiare solo nei primi tre mesi del 2024.

Per molti versi si tratta di una situazione assimilabile a quanto successo nel 2022 con il prezzo dell’energia, quando una combinazione di fattori “reali” (guerra in Ucraina, sanzioni alla Russia) e finanziari spinsero verso l’alto in modo anomalo il costi energetici.

Analizzare e comprendere i fattori può aiutarci a capire quali e quanti di loro sono passeggeri e quanti invece sono di lunga durata; questa comprensione è necessaria per sviluppare strategie di reazione adeguate: come abbiamo già detto a proposito del pistacchio, quando il prezzo di una materia prima sale in modo eccessivo, il mercato si adatta per fornire soluzioni alternative low quality, ma il gelatiere che ha una chiara strategia per la sua attività può affrontare queste situazioni senza per forza ricorrere a compromessi sulla qualità.

Quali sono oggi i fattori che agiscono sul prezzo del cacao?

Fattori reali

Tra i fattori reali abbiamo

  • cause naturali
  • cambiamenti legislativi

Le cause naturali

Nel caso del cacao sono state proprio le cause naturali a dare il via ai rialzi; nella fattispecie, tre annate consecutive di raccolti scarsi in Africa Occidentale, soprattutto Ghana e Costa D’Avorio. 

Quest’area del mondo produce il 75% del cacao mondiale, e negli ultimi anni è stata toccata con forza dal fenomeno del Niño, che alterna forti siccità a precipitazioni rapide e violentissime; le prime hanno limitato la produzione, le seconde hanno favorito epidemie di vari funghi e virus che attaccano le piante o i frutti (ad esempio la malattia del baccello nero), riducendo il raccolto vendibile. 

Questi fattori uniti all’impoverimento del suolo e ad una scarsa rotazione delle piante (più vecchie e quindi meno produttive e più esposte alle malattie) hanno fatto toccare al Ghana il livello produttivo più basso degli ultimi 13 anni, e alla Costa d’avorio il più basso degli ultimi 7.

La riduzione ha fatto scattare l’allarme sulla disponibilità di cacao, scatenando la prima corsa all’approvvigionamento e i primi rialzi per i prezzi del cacao.

Cambiamenti legislativi

In questo contesto si inserisce la nuova normativa europea EUDR (EUropean Deforestation-free products Regulation): per limitare la deforestazione e i suoi impatti devastanti sul clima, la UE vieterà le importazioni di prodotti provenienti da terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. 

I reali effetti della normativa sulla produzione di cacao non sono ancora noti, ma in una situazione di scarsità la sua stessa esistenza ha spinto i produttori di cioccolato a cercare di approvvigionarsi di più e di aumentare le scorte, nel timore di contrazioni di disponibilità e ulteriori aumenti di prezzo.

Come sempre accade con le materie prime, però, un forte incremento della domanda non controbilanciato da un aumento dell’offerta ha fatto aumentare ulteriormente i prezzi del cacao.

Fattori finanziari

I fattori finanziari sono molto più complessi, e derivano principalmente dall’esistenza di alcuni particolari strumenti contrattuali di natura speculativa o semi-speculativa:

  1. i contratti future: Un contratto future sul cacao è come una promessa tra acquirente e compratore: il primo, di solito il produttore di cacao, si impegna a vendere in una data nel futuro una certa quantità di cacao a un prezzo fissato ora; il compratore si impegna a comprare, in quella data futura, quella quantità a quel prezzo, indipendentemente da quanto costa il cacao in quel momento. La ragione di esistere di questo contratto è limitare l’incertezza sui prezzi futuri per produttori e utilizzatori. I futures vengono però anche usati come “scommesse speculative”, normalmente da terze parti come gli Hedge Fund, che di solito non sono interessati ad acquistare il cacao in sé, ma solo a comprare e rivendere il contratto future.
  2. i contratti in “margine”: si tratta di contratti speculativi che consentono di fare acquisti sui mercati finanziari (ad esempio, l’acquisto di un contratto future sul cacao) senza impegnare subito tutto l’importo necessario all’acquisto, ma depositando solo una percentuale di esso (“margine”); il rimanente viene garantito dal broker che gestisce la compravendita del contratto. Questa operazione si può fare sia per speculare che per garantirsi contro eventi futuri,  ma sempre “scommettendo” che il prezzo del contratto acquisito si muova in una direzione (aumenti o diminuisca). Se il prezzo va nella direzione opposta, il broker emette verso l’acquirente una “margin call”: in pratica gli chiede di aggiungere altri soldi a quelli depositati, e se l’acquirente non lo fa rivende il contratto e tutti i danni economici ricadono dell’acquirente stesso.

Come fanno questi fattori ad impattare sui prezzi del cacao?

  • quando i prezzi del cacao sono in forte aumento, i fondi speculativi comprano una grande quantità di futures: la loro scommessa è che l’aumento continui, per cui se ad esempio comprano oggi un contratto per acquistare a 100 il cacao tra un mese, quando sarà passato il mese il prezzo fissato sul mercato per il cacao potrà essere 110, e in quel caso loro potranno rivendere il contratto a 109, oppure comprare il cacao a 100 e rivenderlo a 110. Questo però ha un effetto deleterio sui prezzi perché
    • chi usa i futures per garantirsi dalle fluttuazioni del prezzo (compratori e venditori non speculativi) è costretto a comprare futures a prezzi sempre più alti
    • l’incremento del prezzo dei futures è influisce direttamente sui prezzi della materia prima, che quindi aumentano per effetto della “profezia che si autoavvera”
  • i contratti in margine vengono spesso usati dagli intermediari (importatori, distributori) come “doppia copertura” per i propri rischi. Ad esempio: anche in una fase di rialzo dei prezzi, gli intermediari acquistano dei contratti a margine “scommettendo” sul ribasso; con un deposito contenuto si “assicurano” che anche se i prezzi diminuissero, loro ci guadagneranno comunque. Questo funziona quando le oscillazioni sono contenute, ma quando i prezzi si imbizzarriscono come sta succedendo ora, gli intermediari ricevono una pioggia di “margin call, cioè i broker gli chiedono di versare altro denaro o affrontare perdite anche peggiori. In queste condizioni può succedere che
    • molti intermediari falliscano, limitando la capacità del mercato di far circolare la merce e quindi generando ulteriore scarsità e ulteriore aumento dei prezzi del cacao
    • molti intermediari smettono di acquistare contratti a margine che scommettono sul ribasso dei prezzi, generando un effetto simile a quello dei futures (= se nessuno scommette più che i prezzi possano abbassarsi, allora vuol dire che i prezzi non si abbasseranno mai) e quindi facendo alzare ancora i prezzi.

Come vediamo, l’effetto dei fattori finanziari sui prezzi del cacao genera una spirale al rialzo, la cosiddetta “spirale dei prezzi”, un fenomeno noto che ha caratterizzato molti accadimenti speculativi nel corso della storia.

Il futuro del Prezzo del cacao: quali fattori per interrompere la spirale?

I fattori che possono interrompere l’ascesa dei prezzi si possono riassumere in questo modo:

  • Aumento dell’offerta: Un aumento significativo della produzione di cacao nei principali paesi produttori, come Costa d’Avorio e Ghana, può portare a una maggiore offerta sul mercato, contribuendo a calmare i prezzi in rialzo. Questo però si potrebbe ottenere con
    • Miglioramenti tecnologici: L’adozione di nuove tecnologie o pratiche agricole per migliorare i rendimenti delle coltivazioni. la cosa dipende però dalla possibilità dei produttori di effettuare investimenti; al momento attuale solo una parte ridotta degli incrementi di prezzo del cacao è finita nelle tasche dei produttori, per cui questi interventi non saranno immediati.
    • Miglioramento delle condizioni climatiche: i cambiamenti climatici e fenomeni come el Niño non sembrano purtroppo in diminuzione, anzi la variazione va in direzione esattamente opposta.
  • Variazioni nella domanda: uno shock da aumento dei prezzi che riduca fortemente la domanda potrebbe avere effetti positivi sui prezzi; il ciclo per arrivare a questo punto sembra però piuttosto lungo, e di norma avviene in modo abbastanza graduale
  • Interventi politici o regolatori: potrebbero esserci interventi diretti da parte di governi o comunità di stati; gli strumenti a disposizione non sono moltissimi né del tutto risolutivi, e passano soprattutto dagli accordi internazionali di commercio, dalla fornitura di aiuti ai paesi produttori per incrementare l’offerta, e da sostegno diretto alle aziende di trasformazione per sopportare il momento di raid rialzista dei prezzi
  • Shock da fallimento: se un’entità chiave del mercato (un grande intermediario, una banca di settore, una grande azienda) incontrasse un crack causato direttamente o indirettamente dai prezzi del cacao fuori controllo, l’evento genererebbe una serie di avvenimenti effettivi (riduzione della domanda, restrizioni creditizie) e psicologici (incertezza per gli operatori) in grado di raffreddare almeno in parte la corsa dei prezzi.

I gelatieri e il Prezzo del cacao: come agire?

La spirale del prezzo del cacao ha un impatto pesante soprattutto per l’Europa: siamo i primi consumatori di cioccolato al mondo e siamo leader nella trasformazione del cacao a livello mondiale con Olanda, Germania e Belgio in testa. I bilanci delle aziende trasformatrici ne stanno già risentendo. 
Mano a mano che i grandi produttori agiranno per salvaguardare i propri utili, assisteremo probabilmente ad un incremento sostanziale dei prezzi al consumo, e ad una mutazione graduale della percezione dei consumatori rispetto al cioccolato, che potrebbe diventare sempre più un bene di lusso.

In altre parole, è fondamentale prestare attenzione all’andamento dei mercati per cercare di prevedere le conseguenze future sul proprio contesto competitivo, ma è altrettanto importante non farsi prendere dal panico e utilizzare il set di strumenti strategici a propria disposizione per collocarsi al meglio anche in condizioni di forte turbolenza.

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