Anche se non è sempre chiaro a tutti i gelatieri, il packaging per gelato ha un impatto molto importante sull’economia della gelateria, sia nella costruzione del prezzo effettivo, sia nella determinazione della percezione che il cliente ha del valore del gelato che acquista. Ma questa importanza ha anche riflessi più ampi, per il contributo che un packaging per gelato ecosostenibile può dare alla salvaguardia dell’ambiente e al miglioramento del posizionamento competitivo della gelateria.

Packaging per gelato ecosostenibile: un’arma nella lotta all’inquinamento da plastiche

La plastica costituisce una delle più importanti minacce alla sopravvivenza del nostro pianeta: impatta sulla catena alimentare perché avendo lunghissimi tempi di biodegradabilità, entra nell’ecosistema in uno stato per cui esso non riesce ad assimilarla, trasformandola in un componente del ciclo ecologico complessivo. Questo genera fenomeni letteralmente terribili, come le gigantesche isole di plastica nel Pacifico e nell’Atlantico (aree interamente composte da rifiuti plastici che secondo alcune stime sarebbero grandi come Spagna e Portogallo insieme, o addirittura come l’intero territorio degli stati uniti d’America), l’inquinamento da PCB e l’entrata della plastica nella catena alimentare, con conseguenze devastanti sugli ecosistemi, soprattutto quelli marini, tanto che esistono esistono stime cupe ma attendibili secondo cui entro il 2050 potremmo avere negli oceani più detriti plastici che fauna marina.

Se questi sono gli effetti, è inevitabile pensare che la plastica vada “combattuta”; ma allora cosa può fare un gelatiere? Perché dovrebbe farlo? Perché proprio i gelatieri artigiani dovrebbero essere in prima fila in questa battaglia? E infine, come si può agire?

Andiamo per ordine.

Quali scelte nel packaging per gelato ecosostenibile

Le plastiche monouso per packaging: il vero problema

Il 49% delle plastiche presenti negli oceani viene da plastiche monouso; il packaging generico (alimentare e non alimentare) è la maggiore componente dei rifiuti plastici (29% del totale). È chiaro che la responsabilità ricade in modo importante sulle politiche della grande distribuzione alimentare e della grande produzione di massa; tuttavia ogni volta che si parla di packaging il settore del food nel suo insieme ha grandi possibilità di miglioramento.

Le ragioni (etiche, ma anche economiche) per combattere questa battaglia

La prima e più importante ragione è di carattere civile ed etico: tutti siamo responsabili dell’ambiente in cui viviamo; generazione dopo generazione lo “prendiamo in prestito” e lo riconsegniamo a chi viene dopo di noi, i nostri figli. Sarebbe vitale restituire un mondo che non fosse condannato alla catastrofe ecologica. Tuttavia ci sono anche buone ragioni di carattere economico:

  1. Packaging per gelato ecosostenibile: consumatori e valore della sostenibilità. Le nuove generazioni mostrano una particolare attenzione ai temi dell’ecologia, esprimendo disponibilità a pagare prezzi più elevati per prodotti ecosostenibili: la responsabilità sociale di impresa è un elemento che crea valore, e non solo per i nuovi consumatori, ma anche in termini di trend di mercato come dimostra Nielsen in questa ricerca sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa: in generale esiste da anni una tendenza in crescita anche in Italia a dare valore a prodotti “responsabili” sulle questioni ecologiche, a sceglierli con più frequenza e a pagarli di più.
  2. Packaging per gelato ecosostenibile: ribadire un valore di differenziazione sulla concorrenza. Se si sceglie di offrire un prodotto che si rifà alla tradizione e a un rapporto più sano tra ambiente, materie prime e prodotti, l’attenzione ai temi dell’ecologia incrementa la percezione di valore di quel prodotto, e aiuta a differenziarlo rispetto ai competitors rafforzando l’immagine di marca. Questo vale anche (e nel nostro caso soprattutto) per le gelaterie che scelgono di offrire gelato artigianale, naturale, prodotto da materie prime.

Perché proprio i gelatieri artigiani non possono fare a meno di un packaging per gelato ecosostenibile

I gelatieri artigiani hanno molti motivi per scegliere un packaging per gelato ecocompatibile:

I gelatieri fanno parte della grande filiera del food, e contribuiscono con i prodotti usa e getta alla crescita dei rifiuti plastici: coppette, cannucce, vaschette, cucchiaini; hanno l’opportunità, nel loro piccolo, di ridurre l’impatto sul pianeta scegliendo comportamenti ecosostenibili.

Per i gelatieri che si dicono artigianali, che scelgono la produzione di gelato naturale da materie prime, l’ambiente è una priorità e la sua difesa è in linea con l’immagine che hanno scelto e con i valori che intendono comunicare: scegliere un packaging ecocompatibile significa contemporaneamente:
• Ribadire i principi che sottostanno ad una piena adesione ai concetti di gelateria artigianale e gelateria naturale.
• Fare la propria parte nella salvaguardia degli ecosistemi, così com’è naturale per ogni buon artigiano.
• Mandare concreti segnali di valore ai consumatori, distinguendosi dalla concorrenza e incrementando il valore che il cliente finale associa al proprio gelato.

Cosa bisogna sapere per scegliere il giusto packaging per gelato ecosostenibile

Non tutti i packaging sono efficaci allo stesso modo per affrontare il tema dell’inquinamento da plastiche, e il tema è di per sé piuttosto complesso. Qui ad Artigeniale siamo da sempre impegnati nello sviluppo di competenza e conoscenza sul nostro settore; il nostro obiettivo e contribuire alla capacità competitiva dei nostri clienti, ma anche all’affermazione di una nostra idea di gelato, nella quale la sostenibilità ambientale gioca un ruolo importante accanto ai valori della tradizione. In quest’ottica abbiamo analizzato anche i differenti approcci all’ecosostenibilità del packaging per gelato, e i principali approcci sono:

1. Packaging plastico prodotto da fonti rinnovabili
2. Packaging plastico riciclabile
3. Packaging plastico biodegradabile
4. Packaging plastico compostabile

1. La plastica prodotta da fonti rinnovabili (ad esempio, da canna da zucchero o altre fonti vegetali) non è in sé garanzia di sostenibilità: per la sua produzione viene utilizzato suolo agricolo che potrebbe essere destinato a coltivazioni alimentari umane, in un contesto nel quale questa risorsa è già, purtroppo, rara. La produzione di plastica da fonti rinnovabili può essere un incentivo alla deforestazione, tra le principali cause del deterioramento dell’atmosfera; inoltre, non offre alcuna garanzia di riciclaggio, pur essendo spesso riciclabile, per motivi che chiariamo nel prossimo punto.

2. La riciclabilità è un valore soltanto nel caso in cui si giunga effettivamente ad un riciclo consistente e mirato degli oggetti in plastica; il riciclo infatti funziona se
o I diversi tipi di plastica vengono separati e riciclati in modo omogeneo per tipo: i tipi, le caratteristiche e le funzioni della plastica sono molti e differenti. Ogni tipo ha precisi, particolari utilizzi, legati alle sue caratteristiche. Se nel processo di riciclaggio la plastica non viene separata per tipo e vengono fusi insieme diversi tipi di plastica, anche pregiati, si ottiene una plastica generica di minore qualità, con minori possibili applicazioni che a lungo termine finirà per essere a sua volta inutilizzabile (rifiuto). Pertanto la riciclabilità è un valore solo se ogni oggetto di plastica riceve un trattamento adeguato e viene lavorato con i “suoi simili”, (ad esempio bottiglie di plastica con altre bottiglie di plastica).
o I consumatori sono educati allo smaltimento, e non confondono i differenti tipi di plastica nel conferimento.
o I produttori a non moltiplicano inutilmente i tipi di plastica immessi sul mercato, rendendo più complesse identificazione e raggruppamento del packaging in plastica e il riciclo per tipo.

3. La biodegradabilità non è condizione sufficiente di ecosostenibilità: per essere definito biodegradabile, un rifiuto deve potersi decomporre del 90% entro 6 mesi. Decomporsi significa ridursi nelle molecole componenti originarie al punto da poter essere riassorbito senza danno dall’ambiente circostante. È previsto quindi un contesto di 6 mesi ed un residuo del 10% potenzialmente in grado di perdurare.

4. La compostabilità, secondo la normativa europea sul packaging EN13432 / EN 14995, comporta che il rifiuto debba disintegrarsi completamente in meno di 3 mesi, divenendo indistinguibile dall’ambiente di compost. Una plastica compostabile può essere conferita nella frazione umida del rifiuto domestico, e fa quindi parte a tutti gli effetti di un ciclo di vita completa, che la vede ritornare nell’ambiente sotto forma delle componenti primarie da cui è stata ricavata.

La scelta migliore quindi è un packaging in materiali biodegradabili E compostabili, che garantiscono il rispetto dell’ambiente sia sul piano dei tempi che su quello delle trasformazioni chimico – fisiche a cui andranno incontro.

Le scelte di Artigeniale in materia di Packaging del gelato

Abbiamo dedicato un tempo lungo, un’importante ricerca e una serie di test alla nostra scelta del packaging. Oggi a tutti i nostri clienti, alle nuove aperture, alle gelaterie che seguiamo come consulenti, e a quelle per le quali studiamo il riposizionamento strategico, possiamo offrire la scelta di un packaging per gelato biodegradabile e compostabile, personalizzabile, testato da noi e aderente ai migliori standard di salvaguardia dell’ambiente. Il nuovo packaging per gelato, coppette, cucchiaini, vaschette, sarà presentato a SIGEP dal 19 al 24 gennaio, presso il nostro stand 070 al padiglione 3C.

Abbiamo intrapreso questa strada per tutti i motivi elencati sopra, ma soprattutto perché crediamo che i valori dell’artigianalità, della naturalità e della tradizione si sposino sempre con il rispetto per il pianeta e con la ricerca di abitudini alimentari più sane, genuine e pertanto sostenibili. Restiamo convinti che la competenza e l’esperienza, i nostri punti di riferimento, non abbiano valore se non riescono a creare valore per sé e per gli altri e questo ci è sembrato un modo perfetto per farlo.

Tutte le novità dal Sigep 2019

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